Friday, June 02, 2006

#6





Urban Portraits/Couples-Milano, Sunday Afternoon in Piazza Duomo 2005



5 Comments:

Anonymous Anonymous said...

OSSERVIAMO, INDAGHIAMO ATTRAVERSO UN SENSO CHE, IN SEGUITO ALLO SVILUPPO DELLE TECNOLOGIE DI RIPRODUZIONE, CI PERMETTE DI COGLIERE UNA "SOSTANZA" (LA REALTà STESSA)CHE SPESSO NON HA NULLA A CHE "VEDERE" CON L'ESPERIENZA DEL REALE: INTENDO UN'OSSERVAZIONE FUGACE E APPROSSIMATIVA, UNA RAPIDA OCCHIATA CHE VUOLE SVELARE TUTTO, CHE NON MIRA AD UN' INDAGINE MA PIUTTOSTO AD UNA NEVROTICA SUCCESSIONE DI IMMAGINI-OGGETTO DA COLLEZIONE CHE "SCIMMIOTTANO" E CLONANO (TROPPO SPESSO "DIGITALMENTE") LA REALTà DATA.
LA FOTOGRAFIA FUNGE DA PROTESI OCULARE, DA ESPERIMENTO (ALCHEMICO O ELETTRONICO) IN GRADO DI RI-MOSTRARE E RIVELARE QUALCOSA DI TALMENTE "LABILE" DA ESSERE CONSIDERATO UNA VISIONE. FOTOGRAFARE SIGNIFICA VISIONARE, IMMAGINARE E OCCULTARE QUALCOSA DI TALMENTE EVIDENTE DA AVER PERDUTO IL PROPRIO POTENZIALE ESPRESSIVO E COMUNICATIVO. FERMARE UN'IMMAGINE NON SIGNIFICA POSSEDERLA, MA CONSEGNARLA, CEDERLA IN CAMBIO DI UN RIFLESSO CHE CI PERMETTA DI RI-CONOSCERCI E INDIVIDUARCI ATTRAVERSO UN'ILLUSIONE CHE POCO HA A CHE FARE CON L'EVIDENZA.

IO NON SO CHI SONO, MA SO CHE POSSO ESSERE OVUNQUE E CON CHIUNQUE. POSSO ESSERE UN BAMBINO CHE A CARPONI SI AGGIRA IN UN MUSEO, POSSO ESSERE UN RIFLESSO ASTRATTO O IL SUO REFERENTE "REALE".
IO SONO IL MIO SGUARDO, LA MIA FOTOGRAFIA, LA MIA ESPRESSIONE E RIVELAZIONE. IO SONO QUALCUNO CHE CERCA DI ESSERE SENZA APPARIRE, MA CHE HA BISOGNO DI RI-CONOSCERSI. E LA REALTà CHE MOSTRO NON è QUELLA CHE VEDO, MA QUELLA CHE PERCEPISCO, CHE ASSIMILO E DISTRIBUISCO. UNA "SEMPLICE" VISIONE RIFLESSA ALLO SGUARDO.

11:56 pm  
Blogger Lisa said...

....io sono il mio sguardo,la mia visione,la mia rivelazione.......infatti.....spesso le cose non sono come sono ma come siamo noi.......

4:41 pm  
Anonymous Anonymous said...

La fotografia, ma con essa qualsiasi forma di espressione umana, non fa altro che rispondere alla bruciante necessità di dare un senso all'esistenza.
E'qualcosa che consola.
No, l'immagine non coglie la sostanza e neppure la realtà. E come mai potrebbe? Cos'è la realtà?
Vedere la realtà come "DATA" presupporrebbe in essa una stabilità o almeno un certo grado di oggettivabilità. Tutto questo è illusione. La realtà in quanto tale non esiste. Essa è fatta di passato, presente e futuro mescolati insieme (sempre supponendo di poter definire queste entità temporali). Di momenti, di sguardi, di sentimenti, di persone, colori e suoni che assumono attraverso sguardi differenti sembianze altrettanto diverse. L’essenza sta nel continuo movimento, non nella stasi. Ma l’uomo non riesce a vivere in mezzo a tutta questa indeterminatezza. La nebbia non dà sicurezza.
Abbiamo bisogno di stabilità, e l’arte, forse in modo ancor maggiore la fotografia che cattura per un attimo questo vortice nell’apparente stasi di un’immagine ci consola, ci fa credere per un secondo di poter COMPRENDERE, DARE UN SENSO E UNA FORMA, prima di tutto a noi stessi.
L’arte è l’unico modo che ci è dato per esorcizzare l’instabilità dell’esistenza e dell’identità umane, facendoci accarezzare, seppur comunque per lo spazio di un battito di ciglia, la sensazione di completezza a cui ciascun individuo illusoriamente tende.
Invidio ed ammiro coloro che con l’arte sono capaci di consolarsi e dare consolazione…io non lo so fare, ho bisogno di voi.

7:10 pm  
Anonymous Anonymous said...

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1:55 pm  
Anonymous Anonymous said...

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7:20 pm  

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